ENPAM

ENPAM

Tutti i medici e gli odontoiatri iscritti all’Albo sono di conseguenza parte anche di ENPAM

Ma cosa si indica con questa sigla?

Che cos’è ENPAM?

Con l’acronimo ENPAM andiamo ad indicare l’Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Medici e Odontoiatri nato nel 1937 con lo scopo di fornire prestazioni assistenziali, ed in seguito anche previdenziali, ai medici, agli odontoiatri ed ai familiari degli stessi. 

Visita il sito www.enpam.it.

Oggi ENPAM ha subito una privatizzazione ma non per questo è venuta meno l’obbligatorietà dell’iscrizione da parte di tutti coloro che risultano già iscritti all’Albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri.

ENPAM Significato

Servizi offerti da ENPAM

L’Ente si occupa, quindi, di gestire il versamento dei contributi degli iscritti e di elargire le pensioni al momento della fine dell’attività di servizio oppure nel caso in cui subentri l’inabilità al lavoro. 

Oltre a ciò, nel caso di situazioni di gravi difficoltà, l’Ente offre anche una serie di servizi assistenziali dedicati non solo al medico in sé ma anche ai suoi familiari come: sussidi per le case di riposo, sussidi per spese sanitarie straordinarie, borse di studio per orfani ed altro simile.

Come usufruire dei servizi ENPAM?

Come anticipato, tutti gli odontoiatri e i medici iscritti al loro Albo devono iscriversi necessariamente ad ENPAM. 

La richiesta di iscrizione, che prevede il versamento di due quote, viene recapitata a casa del soggetto dopo pochi mesi dall’inserimento nell’Albo di riferimento. 

La prima quota, detta Quota A, è necessaria per il versamento dei contributi al Fondo di Previdenza Generale; la Quota B, invece, serve per il versamento dei contributi derivati dallo svolgimento della libera professione che genera profitto. 

L’ammontare della Quota A varia sulla base della fascia d’età del lavoratore; al contrario, la seconda quota viene calcolata in base al reddito derivante dalla libera professione. 

Nel caso in cui il medico avesse una convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale, tali contributi verranno versati direttamente dall’ASL, tramite trattenute sullo stipendio del lavoratore.

L’iscrizione avverrà, per tutti, sul sito ufficiale www.Enpam.it nella sezione Area riservata. Basterà inserire i propri dati e il codice ricevuto via posta, indicato sul Modello D (quello dedicato alla richiesta del versamento della quota).

Fondo Sanità, un’opportunità in più

ENPAM offre a tutti i medici e gli odontoiatri oramai in pensione, la possibilità di aderire al Fondo Sanità ovvero ad un Fondo Pensione Complementare. 

Tale servizio è nato per permettere ai medici di mantenere il proprio tenore di vita anche in età pensionistica, percependo una somma mensile aggiuntiva alla normale pensione. 

La richiesta per l’adesione al Fondo deve avvenire scaricando il modulo dedicato dal sito www.fondosanita.it, da far poi recapitare tramite posta prioritaria. 

L’iscrizione prevede il versamento di una piccola somma di denaro. 

Ogni mese verrà poi trattenuta una somma fissa mensile dallo stipendio o dal TFR – scelta dal soggetto stesso – somma che verrà in seguito ritornata sotto forma di pensione aggiuntiva. 

In qualsiasi momento, il medico potrà far cessare il versamento della somma, pur non perdendo la propria iscrizione al Fondo.

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NoiPA

NoiPA

Per le sedi della Pubblica Amministrazione è disponibile il portale NoiPA come aiuto nella gestione del personale. Scopriamo insieme di cosa si occupa questa piattaforma.

NoiPA, che cos’è?

La piattaforma NoiPA serve a designare il progetto Noi Pubblica Amministrazione voluto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, volto ad aiutare e sostenere ogni pubblica amministrazione che ne avesse bisogno. 

Vai sul sito Ufficiale di NoiPA.

 

Il progetto si pone l’obiettivo di affiancare passo passo le varie Amministrazioni sotto ogni aspetto giuridico, di gestione finanziaria, di gestione stipendiale ma anche di perfezionamento del lavoro svolto, con corsi di formazione per i dipendenti e servizi aggiuntivi di gestione. 

 

Ovviamente, l’iscrizione a tale progetto prevede una quota d’adesione per l’Amministrazione, la quale varierà in base all’entità di quest’ultima.

NoiPA Cos'è

Chi può iscriversi a NoiPA?

All’interno del progetto sono coinvolte: 

  • Le Pubbliche Amministrazioni che aderiscono al portale (nello specifico: Enti Locali o Centrali; docenti e personale Ata; Vigili del Fuoco; Polizia; dipendenti Sanità pubblica);
  • Enti privati e istituzioni che fanno capo o collaborano con NoiPA;
  • I dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni coinvolte.

NoiPA: i servizi offerti

Come accennato, il portale NoiPA nasce con lo scopo di affiancare le pubbliche amministrazioni nelle incombenze di tutti i giorni. 

 

servizi principali offerti dal progetto alla Pubblica Amministrazione sono:

  • Servizi stipendiali: copre gli aspetti necessari al rilascio e alla gestione delle paghe dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni
  • Servizi di gestione del capitale umano: con l’offerta di corsi e valutazioni volte al miglioramento del personale e del servizio
  • Servizi giuridici e presenze: per la gestione del rapporto Amministrazione-dipendente e per il controllo del corretto svolgimento del lavoro

Oltre a queste attività principali, NoiPA aiuta le Amministrazioni fornendo anche prestazioni collaterali come il rilascio di buoni pasto per i lavoratori ma anche un aiuto nella gestione del calendario ferie dei dipendenti.

Come accedere ai servizi NoiPA se dipendenti

Per i dipendenti, invece, la visione delle proprie informazioni e l’accesso a servizi agevolati è possibile tramite l’Area Personale del sito. 

Per poter usufruire dei servizi, il dipendente di un’Amministrazione deve registrarsi sul portale web di NoiPA. 

L’accesso alla propria area personale permette di visionare le informazioni riguardanti la propria situazione lavorativa come, ad esempio, il cedolino dello stipendio.

Si potrà, poi, controllare il corretto computo del proprio stato di presenze o assenze ma anche del versamento dei contributi.  

Grazie al portale, il soggetto potrà anche richiedere prestiti INPS ex INPDAP con agevolazioni per i dipendenti pubblici, ma anche sottoscrivere polizze assicurative tramite agenzie convenzionate. 

Procedura:

L’iscrizione al portale, tuttavia, deve essere anticipata dal rilascio dei dati anagrafici del dipendente da parte della Pubblica Amministrazione d’appartenenza. 

In caso di primo accesso, il lavoratore accederà alla propria area personale tramite Codice Fiscale e password temporanea, comunicata tramite email; da qui, procederà alla conferma dei propri dati anagrafici e al reset della vecchia password. 

Nella mail ricevuta, ci sarà anche un PIN numerico, il quale serve per l’accesso ad alcuni servizi specifici.

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INPDAP

INPDAP

I dipendenti pubblici fanno riferimento ad INPDAP per le loro esigenze; dal 2012, l’Istituto si è fuso con INPS.

Che cos’è l’INPDAP?

Con l’acronimo INPDAP andiamo ad indicare l’Istituto Nazionale di Previdenza e assistenza per i Dipendenti di Area Pubblica. 

Questo Ente si occupava di gestire le pensioni dei dipendenti pubblici, di fornire loro servizi di accesso al credito con agevolazioni e altre offerte legate al lavoro. 

Dal 2012 INPDAP è stato soppresso in seguito ad una fusione con INPS. Quest’ultimo Istituto ha, pertanto, fatto confluire in sé tutte le funzioni del precedente ente sotto il nuovo nome di INPS Gestione Dipendenti Pubblici. Puoi accedere ai nuovi servizi INPS per dipendenti pubblici da qui.

INPDAP Significato

È bene specificare che tale adeguamento ha coinvolto anche le sedi fisiche degli uffici INPDAP; di conseguenza, è consigliato verificare dove si trovi la sede INPS Gestione Dipendenti Pubblici più vicina a noi, nel caso in cui si volesse usufruire dei servizi elargiti.

Di cosa si occupava INPDAP?

Come accennato, l’ex INPDAP si occupa di gestire varie operazioni legate ai dipendenti ed anche ai pensionati pubblici:

  • Gestione pensioni dei dipendenti pubblici;
  • Erogazione del TFR e del TFS per dipendenti pubblici;
  • Incasso dei contributi sia assistenziali sia previdenziali;
  • Offerta di finanziamenti e mutui a tassi agevolati;
  • Offerta di prestazioni sociali agevolate per familiari dei dipendenti pubblici.

Prestiti INPDAP

Per tutti i dipendenti pubblici obbligatoriamente iscritti al Fondo Credito della Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali, INPS offre la possibilità di richiedere un prestito con tassi d’interesse inferiori rispetto ad altre banche o finanziarie. 

Le tipologie di prestito sono:

  • Piccolo Prestito INPDAP: della durata variabile tra 1 e 4 anni con la concessione di un minimo di una fino ad un massimo di 8 mensilità nette di stipendio/pensione
  • Prestito Pluriennale INPDAP: con una durata a scelta di 5 oppure 10 anni e la somma di denaro concessa variabile sulla base del piano d’ammortamento scelto

Possono accedere al servizio, come già accennato, i soli dipendenti o pensionati pubblici oppure i dipendenti IPOST (no pensionati) iscritti al Fondo Credito cui sopra. 

Esiste anche una terza tipologia di prestito: il Prestito SMALL

Quest’ultimo servizio è dedicato ai soli lavoratori iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale (ex ENAM) e prevede il rilascio di una o due mensilità nette di stipendio, in uno o due anni.

Mutui INPDAP

Altro importante finanziamento concesso ai dipendenti pubblici è il mutuo.

Ancora una volta, il dipendente dovrà essere ancora in servizio e risultare iscritto al Fondo Credito della Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali.

 

Il mutuo INPDAP viene concesso solo per l’acquisto della prima casa o per la ristrutturazione della casa in cui si abita. 

Leggi anche l’articolo sui Mutui INPDAP per la Prima Casa.

La durata varia da un minimo di 10 anni fino ad un massimo di 30 anni e l’importo può arrivare a 100mila Euro per le ristrutturazioni e fino a 300mila Euro per l’acquisto della prima casa.

Prestazioni Sociali INPDAP

Infine, in sintesi, ecco la gamma di servizi agevolati offerti dall’ex INPDAP destinati ai familiari dei dipendenti pubblici:

  • Borse di studio e viaggi studio; convenzioni con collegi/convitti;
  • Convenzioni con case albergo per anziani o per pensionati;
  • Corsi di formazione e di aggiornamento, master e dottorati di ricerca.

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INPS

INPS

L’acronimo INPS viene utilizzato quotidianamente nelle nostre vite. Ma quale significato racchiude questa sigla?

Istituto Nazionale Previdenza Sociale

Con la sigla INPS andiamo a designare l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, ente con una lunga storia che risale fino al 1898, con la fondazione della “Cassa Nazionale di previdenza per l’invalidità e per la vecchiaia degli operai”. 

Solamente dal 1933 l’istituzione in esame ha assunto il nome di INPS. 

 

Con il tempo, i campi di competenza dell’Istituto sono variati e si sono ampliati, fino ad arrivare alla più recente fusione che risale al 2012. 

Nel 2012, infatti, l’INPDAP è confluito nell’Istituto INPS, portando con sé anche tutte le sue attività, dedicate ai dipendenti del settore pubblico.

INPS Significato

Funzioni dell'INPS

INPS è il maggiore ente previdenziale italiano attivo nell’ambito della gestione e del rilascio delle pensioni. Fa capo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 

Ad esso sono, per obbligo, iscritti tutti i lavoratori dipendenti, siano essi pubblici o privati, ed anche tutti quei lavoratori autonomi che non si affidano già ad un’altra cassa pensionistica autonoma. 

 

Le pensioni vengono elargite in seguito ad un contratto assicurativo con i lavoratori iscritti ad INPS che prevede il versamento di contributi; le tipologie di pensioni rilasciate sono:

  • Pensione di anzianità;
  • Pensione di vecchiaia o pensione supplementare di vecchiaia;
  • Pensione di invalidità o pensione di inabilità;
  • Pensione di reversibilità;
  • Pensione ai superstiti;
  • Pensione in convenzione internazionale in caso di lavoratore all’estero.

Soluzioni alternative

Oltre alla gestione delle pensioni, INPS si occupa anche di altri servizi destinati ai lavoratori.

Troviamo, tra le altre cose, la gestione dei vari sostegni al reddito che vengono rilasciati ai lavoratori in difficoltà. 

Alcuni esempi a riguardo possono essere: il reddito di cittadinanza, la cassa integrazione, l’indennità di disoccupazione, l’indennità di malattia, gli assegni familiari e altri servizi simili.

 

Per quanto riguarda, invece, l’invalidità civile, l’integrazione alla pensione minima e l’assegno sociale, essi sono indennità assistenziali le quali vengono gestite da INPS ma pagate direttamente dallo Stato italiano.

 

L’ente INPS nel quale, come abbiamo accennato, è confluito anche l’ex INPDAP, offre ora servizi aggiuntivi di credito per i dipendenti pubblici come mutui, prestiti, cessioni del quinto a tassi agevolati; ma anche contributi per soggiorni per anziani o contributi per viaggi studio e borse di studio. 

Vedi i migliori prestiti erogati dall’INPS per dipendenti pubblici e pensionati. 

Altre funzioni dell'INPS

In aggiunta, l’Istituto si occupa anche di fornire altri servizi al cittadino: 

  • Calcolo dell’ISEE, che serve per l’accesso a prestazioni sociali con agevolazioni;
  • Calcolo dell’ISE, valore questo per il rilascio degli assegni familiari o per maternità da parte dei Comuni;
  • Visite mediche per certificare possibili inabilità o invalidità, oppure per verificare la necessità di cure specifiche (es. le cure termali, le cure per l’asma ecc.);
  • Funzioni di vigilanza per garantire il corretto svolgimento delle pratiche, in collaborazione con banche e finanziarie.

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Montante

Montante

Con il termine montante si va ad indicare la somma totale che il debitore dovrà restituire in seguito alla richiesta di un prestito.

Che cosa significa Montante dei Prestiti o Mutui?

Il montante dei prestiti, come accennato, è un valore monetario corrispondente all’intero costo del finanziamento, ovvero alla cifra che il cliente dovrà rimborsare al proprio creditore. 

Tale somma è comprensiva non solo del denaro concesso al richiedente con il prestito ma anche degli interessi maturati durante il finanziamento. 

 

Il montante, di conseguenza, varierà sulla base del piano d’ammortamento scelto per rimborsare il prestito ottenuto. 

La somma di denaro richiesta e i tassi d’interesse applicati andranno, difatti, ad incidere sul totale da restituire a fine contratto; anche la durata del finanziamento e la sua tipologia potranno influenzare il capitale da rimborsare.

MONTANTE Significato

Montante e Tasso Fisso o Variabile

La tipologia di finanziamento prescelta, come anticipato, porterà a variazioni sulla somma finale da rimborsare. 

Se il cliente opterà per un finanziamento a tasso fisso, infatti, il montante sarà noto fin da subito poiché gli interessi mensili non varieranno durante il corso del prestito. 

Basterà, quindi, moltiplicare l’ammontare di una rata per il numero delle stesse per sapere fin da subito cosa si andrà a pagare. 

Qualora, al contrario, si decidesse di sottoscrivere un finanziamento a tasso variabile, ogni mese l’importo della rata potrà subire variazioni (riduzioni o aumenti); la cifra da rimborsare, perciò, sarà nota solamente alla conclusione del contratto.

Montante e Piano di Ammortamento

Anche la modalità di rimborso rate può incidere sul montante, in particolare sulla sua previsione o meno fin dall’inizio del contratto. 

La tipologia di ammortamento più diffusa e consigliata è quella cosiddetta alla francese; in questo caso, l’importo delle rate verrà concordato con la firma del contratto e non subirà cambiamenti nel corso dei mesi, nonostante muti il peso delle sue due componenti: quota capitale e quota interessi. 

Grazie a questa tipologia di ammortamento possiamo conoscere fin da subito quanto andremo a rimborsare come montante, poiché le rate hanno importo fisso per l’intera durata del prestito. 

 

Esistono anche altre tipologie di piano di ammortamento come, ad esempio, quella italiana (vedi un esempio), in cui le rate diminuiscono il loro costo con il passare dei mesi; oppure quella tedesca, per cui si avrà una maxi rata iniziale e piccole rate costanti per la restante durata del contratto. 

Un’altra soluzione può essere il piano di ammortamento americano, ma questo prevede anche la presenza di un investimento oltre al finanziamento.

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Banca d’Italia e ABI

Banca d’Italia e ABI

Due importanti istituti nazionali nel campo della finanza sono la Banca d’Italia e la società ABI.

Che cos’è la Banca d’Italia?

Quando nominiamo la Banca d’Italia intendiamo quell’istituto finanziario con sede centrale a Roma che si occupa di supervisionare l’economia, garantendo la stabilità monetaria e finanziaria a livello nazionale. 

La Banca è diretta da un Governatore, il cui incarico dura sei anni; tale Governatore è scelto dal Consiglio superiore della Banca per volere del Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Presidente del Consiglio italiano.

Banca d'italia e ABI

Funzioni della Banca d’Italia

Le funzioni di questo importante istituto sono le più varie, che possono andare da compiti legati specificatamente al denaro a compiti più ampi come il controllo sul rischio di usura

In generale le attività sono:

  • Stampa di banconote (taglio 5, 10, 20, 50, 100, 200, 500 Euro);
  • Eliminazione del denaro usurato (se sono monete, vengono spedite alla Zecca di Stato);
  • Vigilanza su Banche e Intermediari finanziari;
  • Promozione concorrenza nel credito;
  • Controllo contro usura e riciclaggio del denaro;
  • Controllo del mercato e dei pagamenti;
  • Gestione della Centrale dei Rischi.

La Banca d’Italia fa parte del più grande gruppo noto come Sistema Europeo di Banche Centrali (SEBC), e fa capo alla BCE, la Banca Centrale Europea. 

Il Governatore della Banca d’Italia può, dunque, partecipare alle sedute della BCE e prendere decisioni che coinvolgono l’area unitaria dell’Euro. 

Inoltre, questo istituto è inserito nel Sistema Europeo di Vigilanza Finanziaria (SEVIF).

Che cos’è l’ABI?

La sigla ABI sta ad indicare l’Associazione Bancaria Italiana.

Questa società privata riunisce in sé tutte le banche e le finanziarie nazionali per promuovere i concetti del libero mercato e della sana concorrenza, con alla base il rispetto delle regole. 

 

Per compiere quest’opera di educazione ABI svolge alcune attività come:

  • Favorire studi e dibattiti e diffondere le conoscenze dell’ambito economico;
  • Organizzare corsi di formazione;
  • Promuovere il rinnovo delle strutture e delle pratiche ma anche delle normative;
  • Definire linee di lavoro comune e promuovere la collaborazione tra banche;
  • Fornire assistenza e consulenza agli Associati;
  • Collaborare con altre istituzioni o associazioni.

In generale, tutte le attività sono volte a creare una rete di collaborazioni che possa portare ad un’idea di mercato positiva e innovativa. 

ABI: Direzioni Generali

Per perseguire i suoi obiettivi, ABI ha in sé quattro Direzioni Generali che si occupano di ambiti specifici:

  • Direzione Relazioni Istituzionali e Media: si occupa dei rapporti con la stampa e dell’immagine che ABI offre di sé agli esterni;
  • Direzione Relazioni Europee: si occupa dei rapporti con il Parlamento Europeo e tra ABI e le Istituzioni della comunità europea;
  • Direzione Amministrazione, Risorse Umane e Patrimonio: si occupa dei fondi e dei contributi dell’Associazione e redige piani annuali e previsioni varie;
  • Direzione Sindacale e del Lavoro: si occupa di stipulare contratti di collaborazione e di offrire consulenza agli Associati.

Oltre a queste quattro Direzioni, ci sono anche:

  • Vicedirezione Generale: supervisiona le finanze, le attività economiche e quelle giuridiche dell’Associazione;
  • Due ServiziServizio Segreteria Generale Organi Statutari e Servizio Rapporti con Associazioni Europee e Attività internazionali.

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Interessi Usurari

Interessi Usurari

Quando si parla di Interessi Usurari si va ad indicare una situazione in cui gli interessi applicati ad un finanziamento vanno al di sopra del tasso massimo stabilito.

Cosa sono gli Interessi Usurari?

Per ogni finanziamento, la Banca d’Italia ha stabilito le soglie massime cui un interesse può arrivare: la soglia antiusura

Al di sopra di questo limite, avremmo quindi gli interessi usurari, ovvero dei tassi considerati troppo elevati rispetto al limite posto per il finanziamento richiesto; in questo caso, si parla di usura oggettiva

Esistono anche casi in cui, pur non superando la soglia antiusura, i tassi applicati al prestito siano comunque considerati sproporzionati (usura concreta) rispetto al costo totale del prodotto di credito scelto. 

Interessi Usurari

Detto ciò, non significa che gli interessi non potranno subire variazioni ma solamente che essi non dovranno mai a superare il livello stabilito. 

Ogni agenzia, difatti, può decidere di applicare tassi d’interesse diversi, rispetto ad altri istituti, sulla base dell’andamento del mercato ma anche della storia personale del cliente o di altre variabili.

Come si calcola la Soglia Antiusura e Dove trovarla

Il calcolo della soglia antiusura (TEGM Tasso Effettivo Globale Medio) viene effettuato ogni tre mesi su iniziativa del Ministero dell’Economia e delle Finanze e prende come riferimento l’indice TEG (Tasso Effettivo Globale). 

Quest’ultimo parametro indica il costo totale di un prestito, comprensivo di:

  • Somma da rimborsare;
  • Spese accessorie varie;
  • Interessi.

Il TEGM percentuale è consultabile da tutti online sul sito ufficiale del Ministero dell’Economia e delle Finanze oppure su quello della Banca d’Italia; in aggiunta, è visionabile anche nella Gazzetta Ufficiale. 

Esso è contenuto in tabelle che prevedono anche l’inserimento di altri dati:

  • Trimestre in cui è attivo il TEGM;
  • La tipologia di operazione soggetta a rischio usura;
  • La classe d’importo (ossia, la somma di denaro presa in considerazione);
  • Tasso medio o TEGM;
  • Tasso soglia (oltre questo parametro si parla di tassi usurari).

Soluzioni alternative

Come evitare il rischio di usura?

Non esiste un vero e proprio metodo per tutelarsi dal rischio di usura. 

Consultare gli indici online o sulle Gazzette Ufficiali e confrontare le offerte di varie agenzie o banche è sempre la soluzione migliore per evitare questo inconveniente. 

La Legge Italiana, in ogni caso, considera come reato penale il superamento delle soglie antiusura.

Per approfondire i temi legati al reato penale di usura, clicca qui.

Per approfondire invece la normativa del codice civile sull’usura, clicca qui.

Qualora si scopra di essere stati raggirati in passato e di aver pagato interessi ritenuti come usurari, il cliente potrà fare ricorso entro e non oltre 10 anni dalla chiusura del contratto. 

La perizia per verificare l’effettivo superamento della soglia antiusura, però, è a carico dello stesso soggetto.

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OAM Organismo degli Agenti e dei Mediatori Creditizi

OAM Organismo degli Agenti e dei Mediatori Creditizi

Coloro che operano nel campo finanziario è possibile abbiano sentito parlare dell’OAM. Ecco a cosa ci riferiamo utilizzando questa sigla.

Che cos’è l’OAM

Con la sigla OAM viene indicato l’Organismo degli Agenti e dei Mediatori creditizi. Vedi il sito ufficiale.

Tale società di natura privata si occupa di iscrivere negli appositi Elenchi gli Agenti attivi nel campo dei finanziamenti e i Mediatori creditizi; inoltre, è tenuta a verificarne i requisiti. 

È un organismo che possiede un proprio Statuto giuridico, riconosciuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze; Ministero da cui, in aggiunta, vengono scelti i collaboratori. 

Tale iscrizione all’OAM, è divenuta obbligatoria a partire dal 1° luglio 2011, quando, dopo la riforma delle figure professionali, sono stati rimossi i vecchi Elenchi gestiti dalla Banca d’Italia.

OAM Organismo degli agenti e dei mediatori creditizi

Chi sono gli Agenti e i Mediatori di cui si parla?

Si definiscono Agenti finanziari tutti coloro che trattano di contratti per il rilascio di finanziamenti o di servizi a pagamento. 

Se si svolgono solamente servizi dietro pagamento, tuttavia, bisogna iscriversi anche ad un ulteriore Elenco oltre all’OAM, dedicato appositamente a tali professionisti.

Il Mediatore creditizio, invece, è colui che permette il dialogo tra cliente e banche o finanziarie, sempre allo scopo di rilasciare finanziamenti.

Perché esiste l’OAM?

Gli Elenchi di queste figure professionali vengono redatti per offrire al cliente la possibilità di informarsi riguardo i professionisti del settore, allo scopo di scegliere al meglio la soluzione più adatta alle proprie esigenze. 

 

L’obiettivo finale è quello di garantire al consumatore un servizio sempre ottimale controllando fattori come: 

  • Il rispetto delle Leggi da parte degli Agenti e il possesso degli stessi di determinate facoltà;
  • L’incentivo alla professionalità proprio dell’agente;
  • La correttezza delle informazioni fornite, riguardanti i soggetti iscritti ad OAM.

OAM, in aggiunta, offre sostegno anche nel controllo del mercato cui fa riferimento un determinato Agente o Mediatore.

Altri servizi dell’OAM

L’OAM, inoltre, si occupa di regolamentare anche i corsi di formazione e gli esami per la valutazione della professionalità di Agenti e Mediatori e il conseguente accesso all’Elenco, dopo aver superato le prove previste. 

Supervisiona, poi, anche il corretto svolgimento dei corsi di aggiornamento professionale, i quali sono obbligatori per Legge. 

 

Ha anche il compito di sorvegliare il rispetto delle regole da parte degli iscritti agli Elenchi e ha il potere di poterli sanzionare sempre, tuttavia, nei limiti consentiti (ovvero quelli utili al corretto svolgimento dei compiti). 

A sua volta, però, l’OAM è valutato dalla Banca d’Italia.

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Quota Interessi

Quota Interessi

Ogni rata di un prestito è formata da due parti, una di queste è la Quota interessi. Andiamo ad analizzare il suo significato.

Che cos’è la Quota interessi di un Mutuo o prestito?

Con quota interessi intendiamo quella somma all’interno delle rate mensili di un finanziamento che va a coprire i costi derivati dagli interessi applicati al prestito. 

Insieme alla quota capitale, destinata a coprire l’ammontare di denaro richiesto, va a costituire l’importo della rata che si andrà a pagare di mese in mese. 

Per scoprire in anticipo a quanto ammontano le rate e quanta parte delle stesse è destinata alla quota interessi, basterà consultare il piano di ammortamento del prestito. 

Quota Interesse dei Prestiti

Grazie a questo prospetto potremmo conoscere importo e numero delle rate che dovremo saldare

Se scegliamo un finanziamento a tasso fisso, il piano d’ammortamento ci informerà con certezza sull’importo delle rate da pagare; se, diversamente, optiamo per un finanziamento a tasso variabile, il piano di ammortamento sarà solo un’indicazione generale, poiché il costo delle rate è soggetto al mutare degli interessi applicati. 

In entrambi i casi, però, le rate saranno sempre e comunque formate da una componente destinata al capitale a cui si aggiunge la quota interessi.

Quota interessi e metodi di rimborso rate

Per i finanziamenti esistono diverse tipologie di rimborso, le quali si differenziano per il peso che gli interessi assumono all’interno della rata:

  • Metodo francese: è il più utilizzato per i finanziamenti a tasso fisso; le rate hanno sempre lo stesso importo ma varia la loro ‘composizione’; la quota interessi, infatti, cala con il passare dei mesi, mentre, di pari passo, aumenta la quota destinata al rimborso del capitale. 
  • Metodo tedesco: la prima rata ha un costo più elevato rispetto alle successive poiché si estinguono quasi tutti gli interessi; in seguito, le rate avranno un costo fisso, formato comunque da quota interessi più capitale. (vedi QUI un esempio)
  • Metodo italiano: le rate diminuiscono d’importo con il passare delle rate perché la quota capitale rimane fissata mentre scende la quota interessi di mese in mese.

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Quota Capitale

Quota Capitale

Quando si parla di rate di un prestito, parliamo anche di Quota capitale.  Scopriamo insieme il significato di questa espressione.

Che cos’è la Quota capitale?

Nell’importo delle rate mensili di un prestito, sono comprese sia una parte destinata al rimborso del denaro rilasciato sia una parte che copre gli interessi applicati al finanziamento. 

La quota capitale è proprio quella parte della rata che va a rimborsare, mese per mese, il capitale richiesto dal cliente. 

L’ammontare delle due componenti della rata viene deciso tramite il piano di ammortamento del finanziamento, il quale permette di conoscere costo, composizione e numero delle rate. 

In caso di finanziamento a tasso variabile, la quota capitale rimane fissa mentre può oscillare la quota destinata agli interessi; in un finanziamento a tasso fisso, al contrario, le rate hanno un importo stabilito che rimane per l’intera durata del contratto.

Quota Capitale dei Prestiti

Metodi di pagamento delle rate

Esistono diverse tipologie di computo delle rate; metodi, questi, che influiscono sulle modalità di rimborso.

 

Nel caso dei finanziamenti a tasso fisso, molte agenzie propongono un computo delle rate noto come alla francese. Questo metodo consiste nell’avere rate sempre dello stesso importo ma al cui interno variano le percentuali destinate al rimborso del capitale e degli interessi. 

Verso la conclusione del prestito, infatti, ci si ritroverà a pagare pochissimi interessi e ad avere una quota capitale più elevata. 

Per capire meglio, se, ipoteticamente, ci trovassimo ad avere una rata di 500 Euro mensili, all’inizio del prestito pagheremo 300 Euro di interessi mentre la quota capitale sarebbe di 200 Euro; alla conclusione del contratto, avremmo invece 400 Euro di quota capitale e solamente 100 Euro destinati agli interessi.

Altri metodi di pagamento possono essere quello italiano e quello tedesco:

  • Italiano: le rate diminuiscono di valore a mano a mano che si procede con il finanziamento poiché diminuisce il peso degli interessi ma la quota capitale rimane invariata;
  • Tedesco: la prima rata è elevata e va a coprire quasi tutti gli interessi; le rate successive, invece, hanno costo fisso più basso e sono comunque formate da quota capitale più interessi.

Nel caso in cui si volesse estinguere il prestito anticipatamente, è preferibile farlo quando si è scelto il metodo di rimborso alla francese, poiché, se l’estinzione avviene prima del superamento della metà del prestito, si ha un grosso risparmio sugli interessi. 

La tipologia, invece, più svantaggiosa per quest’ultima casistica è quella tedesca.

 

Vedi anche l’articolo sulla quota Interessi di un prestito e scopri le differenze con la quota capitale.

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